Finanziamenti a fondo perduto, aprire un’attività in franchising nel 2015

Negli ultimi anni sono sempre più gli imprenditori intenzionati ad aprire un’attività imprenditoriale in franchising per lavorare in piena autonomia. Una volta scelto il marchio, bisognerà capire come ottenere contributi per avviare questo nuovo tipo di impresa. Qualora infatti non si fosse a disposizione del capitale richiesto dal franchisor per l’investimento, si dovrà trovare una valida soluzione per portare avanti il progetto. Sul mercato, ad esempio, ci sono dei contributi a fondo perduto finalizzati proprio ad avviare attività in franchising e che consentono di usufruire di un capitale con il rimborso che non sarà, però, complessivo della somma ottenuta. Il rimborso, infatti, avverrà secondo determinate percentuali fissate nel contratto.

In prima linea per agevolare l’autoimpiego sia per un’attività in proprio che in Franchising c’è il Decreto Legislativo 185/2000. Chi intende usufruire di questa forma di finanziamento deve prima verificare che il franchisor sia convenzionato con Invitalia – Sviluppo Italia, che è appunto l’ente che eroga il prestito. Tre le situazioni in cui si può trovare in tali circostanze:

  • Investimenti con una parte con contributo a fondo perduto e la restante rimborsabile con mutuo a tasso di interesse agevolato;
  • Investimenti con contributo a fondo perduto che può arrivare a coprire fino al 95% del totale delle spese ammissibili per l’avvio dell’attività imprenditoriale in franchising:
  • Investimenti per la gestione dell’attività imprenditoriale con un contributo a fondo perduto, anche su base pluriennale.

L’agevolazione si presenterà distribuita in spese di gestione, un contributo a fondo perduto e in investimenti, ovvero un contributo a fondo perduto ed un mutuo a tasso agevolato, che può arrivare anche a coprire il 10% degli investimenti ammessi. Il rimborso può avere una durata massima di 7 anni in rate trimestrali.

Chi può presentare la richiesta per ottenere tali incentivi nel 2015? Ad accedere a questa forma di credito possono essere sia le persone fisiche che le società di persone o di capitali di nuova costituzione. Al momento della domanda bisognerà possedere i seguenti richiesti: la maggiore età, lo stato di non occupato e la residenza in Italia da almeno sei mesi. I contributi a fondo perduto per avviare attività in franchising serviranno a coprire le spese per l’acquisto di materiali, beni, attrezzature, i costi di gestione, formazione, acquisto brevetti o anche materiale per l’innovazione tecnologica.

Quando si decide di investire nel lavoro autonomo, ci si può trovare in circostanze in cui i marchi in Franchising accreditati da Invitalia non risultino di gradimento del richiedente. In questo caso la soluzione sarà quella di far riferimento ad un prestito agevolato a favore dell’autoimpiego che consente l’erogazione fino ad un massimo di €. 25.823,00 Iva esclusa. Il requisito principale per accedere al credito sarà lo stato di disoccupazione al momento in cui si presenta la domanda; la ditta individuale dovrà infatti essere costituita successivamente. Inoltre tra i requisiti bisognerà possedere lo stato di maggiore età e la residenza nello Stato Italiano da almeno 6 mesi. Il prestito agevolato a favore dell’autompiego prevede una parte a fondo perduto e una parte a mutuo agevolato per l’investimento. Le spese di gestione sono sempre a fondo perduto. A poter accedere a questa forma di finanziamento posso essere tutte le attività di qualsiasi settore ad eccezione delle attività di produzione di prodotti agricoli, pesca, acquacoltura.

 

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