Fondi Ue a rischio: la CE critica l’accordo di partenariato

Bruxelles risponde a proposito dei finanziamenti europei

Bruxelles risponde alla lettera invita dall’Italia per l’Accordo di partenariato, documento che spiega come l’Italia intende impiegare i fondi comunitari riferiti al periodo 2014-2020. Oltre alla scarsa capacità del Bel Paese di amministrare i fondi messi a disposizione (per il periodo 2007-2013 oltre la metà dei fondi non sono ancora stati spesi), ribadita in più istanze dall’Ue, Bruxelles denuncia anche la mancanza di strategia per gli interventi relativi a patrimonio culturale e Agenda digitale.

L’Italia è accusata anche di aver stanziato poche risorse per il contrasto dell’abbandono scolastico e di aver diminuito in modo significativo i fondi per l’innovazione.

Fondi UE a rischio: le motivazioni della Commissione Europea

Questi sono solo alcuni dei punti deboli messi in luce dalla Commissione europea sull’Accordo di partenariato dell’Italia. La lettera è arrivata al governo lo scorso luglio, dopo che la Commissione ha letto e analizzato il testo preparato da Roma e spedito a Bruxelles il 22 aprile.

Le valutazioni della Commissione non sono di certo inaspettate, considerato che anche nelle Raccomandazioni di giugno sul Documento di economia e finanza questa chiedeva all’Italia di incrementare la propria capacità di amministrazione, la valutazione e il controllo di qualità relativi all’uso delle risorse comunitarie.

La pessima gestione e il parziale utilizzo dei fondi UE da parte dell’Italia sono ormai questioni ben note, ma stavolta ci sono fondi UE a rischio per un ammontare di 42 miliardi (32per la politica di coesione e 10 legati al Fondo agricolo): una delle più alte somme previste per il periodo 2014-2010, seconda solo a quella destinata alla Polonia. Un’altra grana da risolvere per il governo Renzi in vista del prossimo autunno. La firma definitiva dell’Accordo di partenariato è stata infatti fissata per settembre 2014.

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