Anche Bolzano perderà i fondi europei? 17 milioni da restituire

A fine di questo 2018 la provincia autonoma di Bolzano dovrà restituire 17 milioni di euro di fondi europei ricevuti anticipatamente. Il pasticcio è dovuto al lavoro dei funzionari europei che venuti nella cittadina sud-tirolese a controllare come sono stati spesi questi fondi hanno riscontrato irregolarità bocciando dei programmi già avviati e rallentando l’avvio di quelli che stavano per prendere vita.

Quindi parliamo di soldi già investiti da parte della Provincia, che poi ha tentato di richiedere i fondi agli enti e alle aziende a cui li aveva concessi ma con scarsi risultati. Infatti gran parte di quei fondi erano già stati spesi per iniziare i vari lavori che la provincia di Bolzano aveva avallato. Dopo questo fatto, Bolzano ha provato a richiedere nuovi fondi alla Comunità europea per far partire dei nuovi progetti secondo le aspettative europee. Proposta bocciata. Così dopo qualche anno, L’Europa ha richiesto di nuovo alla città italiana di mostrare i progetti che si stanno finanziando con i loro fondi, ma la controversia precedente ha creato un rallentamento nello sviluppo dei piani di lavoro.

All’Europa non è importato nulla e ha richiesto di versare entro fine anno 17 milioni di euro in loro favore. Ossia tutta la cifra che a parere dell’organo europeo non stata investita tra i cittadini della città o della regione. Claudia Weiler, la direttrice dell’ente che raccoglie i fondi europei per la regione e che dovrà risolvere questo problema, ha esternato il suo disappunto per questa situazione dichiarando che l’Alto Adige non ha bisogno di fondi europei.

Le cittadine Trentine non risentono di malasanità o infrastrutture fatiscenti, ha un’occupazione quasi totale della popolazione e riuscire ad investire questi soldi (che sono obbligatori da prendere) in progetti efficaci secondo le direttive europee non è facile, e il risultato è questo bel risarcimento.
Ci sarebbero molte zone d’Italia a cui questi fondi servirebbero ma per problemi burocratici, questi soldi devono essere spesi in determinate zone e non si possono trasferire. Così la regione si sta preparando a pagare questa “multa” senza l’aiuto dello Stato Italiano mostrando all’Unione Europea che l’Alto Adige è efficiente e non ha bisogno di aiuti europei, anzi: può benissimo autofinanziarsi con iniziative regionali che verranno svelate tra qualche mese

In tutta la Nazione la richiesta di fondi europei sta scemando sempre di più. Il motivo è che le aziende presentano richiesta per i fondi, consegnando un progetto che viene approvato dall’Unione Europea, ma quando poi lo si va a realizzare la Comunità Europea vuole il potere esecutivo, ossia vuole decidere come ti devi muovere non considerando situazioni territoriali o il target di persone che si vuole raggiungere.

Questi problemi hanno portato molte volte l’Unione Europea a richiedere indietro i fondi concessi alle aziende e di conseguenza si è arrivati in tribunale.
Conoscendo tutte queste controversie è normale che gli imprenditori italiani, abbiano perso fiducia nell’utilizzo di questi fondi che sembra sempre più un boomerang che quando torna può distruggere i tuoi sogni.

Perché appunto, il progetto te lo fanno iniziare, dopo qualche tempo i supervisori europei arrivano e decidono se come stai sviluppando il tuo mercato va bene o meno. Ma a quel punto i fondi ricevuti sono già stati spesi in buona parte per permessi, dipendenti e attrezzature. La provincia di Bolzano è a rischio anche per l’utilizzo dei fondi europei che gli sono stati concessi quest’anno, con il timore di ritrovarsi il prossimo anno con una cifra simile a quella che già pende sull’amministrazione trentina attualmente.

 

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