Fondi europei per PMI: Quali sono i 5 consigli per ottenerli

I Fondi europei

L’Europa Unita sostiene le imprese dei suoi stati membri attraverso finanziamenti mirati allo sviluppo economico e industriale del paese. In genere i sussidi non coprono l’intero importo relativo al progetto, ma sono comunque corposi (oltre il 50%). Della quota accordata di solito ne viene erogata una parte a fondo perduto per il 50% o oltre, mentre la restante parte viene concessa con interessi agevolati e rateizzazioni molto lunghe.

L’UE eroga due tipi di finanziamenti, indiretti e diretti. I primi vengono erogati agli organi di stato o regionali che li amministrano nell’ottica di un sostegno alle politiche agricole e strutturali. Il Ministero per lo Sviluppo Economico distribuisce tali fondi alle commissioni preposte secondo il PON (piano operativo nazionale) o il POR (piano operativo regionale). Rientrano in questa categoria i fondi strutturali (Fesr, Fse, Fonfo di coesione) che operano in favore della coesione e dello sviluppo di stati e regioni, privilegiando quei paesi in ritardo sullo sviluppo.

I fondi a gestione diretta invece vengono erogati dall’UE tramite banca, bypassando gli organi di stato ma con le stesse logiche prioritarie.

I progetti per le PMI

Gli obiettivi dell’UE sono:

  • ricerca;
  • ambiente;
  • cultura;
  • istruzione;
  • formazione al lavoro;
  • politiche a sostegno dei giovani;
  • occupazione;
  • solidarietà sociale;
  • programmi di interesse europeo.

Qualunque progetto rientri in uno dei settori di cui sopra, è potenzialmente finanziabile dall’UE. Questa bandisce periodicamente dei fondi mirati alla cura e allo sviluppo di particolari ambiti e li pubblica sul sito ec.europa.eu alla voce Calls for Proposals o sulla Gazzetta Ufficiale della UE, attendendo proposte in merito agli argomenti citati. Ad esempio potrebbe dichiarare di aver stanziato fondi per la salvaguardia dei delfini e che aspetta progetti in merito da valutare.

I requisiti fondamentali

I punti salienti sono:

  • l’individuazione della Direzione Generale competente;
  • la congruenza del progetto presentato con gli obiettivi del programma comunitario di riferimento;
  • la pertinenza in merito agli obiettivi che l’UE considera prioritari.

Il project plan dovrà dimostrare che gli obiettivi sono raggiungibili, rilevanti e concreti; dovrà dimostrare l’efficienza con risultati (attesi) misurabili e tangibili anche a lungo termine.

5 consigli per ottenerli

Le procedure per partecipare ad un bando di gara per un finanziamento europeo sono abbastanza complesse ed è quasi sempre necessario avvalersi della collaborazione di specialisti del settore.
Più in generale per incrementare le chances di successo conviene tenere conto di alcuni aspetti fondamentali, ai quale l’UE è molto sensibile:

La transnazionalità

I progetti devono contenere un chiaro interesse comunitario, coinvolgendo organi di più stati comunitari. Ogni progetto ne prevede un minimo, anche se nei finanziamenti inerenti il periodo 2014-2020 vi sono alcuni programmi che non prevedono partnership. Coinvolgere paesi in ritardo di sviluppo è una nota positiva.

La propria finanziabilità

Garantire la propria quota di partecipazione con documentazione chiara e sufficiente margine sul proprio capitale. Una partecipazione con un capitale proprio stentato o insufficiente alle coperture, è oggetto di ulteriori verifiche.

Stimolare la cooperazione tra stati

L’UE definisce un valore aggiunto europeo la capacità di stimolare la cooperazione tra nazioni, dimostrarne la collaborazione e ottenere risultati utili maggiormente a livello comunitario, che da singoli membri.
Un progetto che tenga conto di questo sarà tenuto in debita considerazione.

Dimostrare nel breve e lungo termine gli utili a cui il mira programma

Documentare cioè un buon rientro economico a breve, medio e lungo termine.
Di contro per le Organizzazioni di volontariato, è necessario dimostrare il pareggio dei bilanci.

Avvalersi di un consulente o di agenzie attendibili

 

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