Fondi europei per il cibo: tolti i fondi per i poveri

Fondi europei per il cibo: tolti i fondi per i poveri. Le mense per i poveri rischiano di rimanere senza scorte di cibo. Causa di ciò è un cambiamento nella nuova programmazione dell’UE per il 2014-2020. Il rischio è concreto e colpirebbe, già dai mesi a venire, quelli che sono gli anelli più deboli della nostra società.

Fino ad oggi l’Italia ha ricevuto dall’Europa 90 milioni di euro l’anno di fondi europei per il cibo (somme previste dalla programmazione 2007/2013) che venivano usati per finanziare gli aiuti alimentari agli indigenti.

Questi finanziamenti si traducevano in prodotti alimentari che gli enti caritativi, quali la Caritas e il Banco Alimentare, distribuivano in modo capillare sull’intero territorio nazionale. Nella nuova programmazione 2014-2020 è, invece, previsto un cambio sostanziale: i 90 milioni saranno comunque destinati agli indigenti, ma sarà compito del  Ministero del Welfare, e non più il Ministero dell’Agricoltura, occuparsene.

Finora l’Unione europea ha distribuito sul territorio italiano 90 milioni l’anno convertiti in alimenti tra cui riso, latte, formaggi, polpa di pomodoro, legumi, confetture, olio di semi di girasole, pasta, biscotti, fette biscottate, farina. Da adesso in poi non saranno più solo i beni alimentari ad essere destinati agli indigenti, ma anche i servizi. Ancora, però, non si sa di quale genere. A tal proposito c’è incertezza e confusione e non si ha un idea chiara di quale sarà il futuro di questi fondi.

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